" A tutti può capitare in un periodo della propria vita, magari di stress o comunque di difficoltà, di avere bisogno dell'aiuto di uno psicologo. "

Dott.ssa Sara Savio

Psicologa - Psicoterapeuta
a Bentivoglio (BO)


Per molti, ancora oggi, rivolgersi allo psicologo è una cosa di cui vergognarsi.
Ma a tutti può capitare, in un periodo della propria vita, magari di crisi, di stress o comunque di difficoltà, di avere bisogno dell'aiuto di un professionista che sia in grado di offrire un supporto psicologico adeguato e un ascolto attento ma non giudicante.
Non per questo è il caso di vergognarsene.
In fondo se abbiamo un disturbo di ordine fisico a chi ci rivolgiamo di solito? Al nostro medico di base.
Ecco allora perchè quando sentiamo di avere un problema, viviamo un disagio psicologico non dovremmo rivolgerci ad uno psicoterapeuta a cui poter esporre la propria problematica e che ci potrebbe aiutare a stare meglio?
Se pensi di avere un problema, se stai vivendo un disagio o un periodo particolarmente difficile prova a pensare che potrebbe esserti utile parlarne con un professionista.
Se invece hai un problema che riguarda la tua relazione di coppia o le relazioni all'interno della tua famiglia non pensi sia il momento di cercare di affrontarlo?
Perché dovresti aspettare?

Per informazioni:

Psicologa-Psicoterapeuta ad indirizzo relazionale sistemico
Iscrizione Albo Regione Emilia-Romagna n.7608
Studio: Via Dossetti, 16 40010 BENTIVOGLIO (BO)
Cell. 339 5916806   E-mail:sarsavio@yahoo.it

SOS Separazione Sostegno psicologico per le coppie in crisi e per i figli di separati
Colloquio psicologico informativo gratuito


" Ci vuole passione per le cose che si fanno. "

Mi presento

Da circa quindici anni vivo a Bologna dove esercito la libera professione e mi occupo di consulenze e psicoterapie rivolte a singoli, coppie e sistemi familiari.
Ho studiato psicologia a Torino, città che amo e dove sono nata.
Dopo la laurea, ottenuta nel 1995, ho frequentato un corso biennale sul Test di Rorschach, il test proiettivo più utilizzato in campo psicodiagnostico.
Nel frattempo ho conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo nel 1997 che mi ha consentito di iscrivermi all'albo degli psicologi.
Mi sono poi specializzata nel 2001 in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia.
Ho ottenuto il riconoscimento dell'attività psicoterapeutica dall'ordine degli psicologi della regione Piemonte nel 2002.
Sono iscritta all'Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Bologna dal 2005.
Mi sono occupata per un paio di anni di pazienti con disabilità visiva presso l'ospedale Valdese di Torino, all'interno del servizio di oftamologia. Esperienza molto stimolante e formativa.
Ho fatto formazione sul tema "psicologia e deficit visivo", rivolta a psicologi, medici e operatori di tele-lavoro, in collaborazione con il Centro Internazionale di Formazione dell'International Labour Organization, agenzia delle Nazioni Unite.
Ho ideato e progettato interventi rivolti a scuole dell'infanzia ed elementari, a scuole medie inferiori e a scuole medie superiori di Bologna e provincia.
Credo che per poter incominciare e continuare ad esercitare la professione di psicologo sia essenziale ed indispensabile avere una forte passione per il proprio lavoro, una curiosità verso l'altro, nonché ovviamente una buona dose di empatia.
Spero di poter riuscire a trasmetterle alle persone che si rivolgono a me!

L'approccio relazionale-sistemico

L'approccio relazionale-sistemico nasce negli Stati Uniti negli anni Cinquanta del secolo scorso da un felice incontro fra discipline differenti quali la teoria dei sistemi, la cibernetica e le scienze umane. Tale approccio, inizialmente nato per contrapporsi alle psicoterapie ad indirizzo psicodinamico e a quelle di derivazione comportamentista, fino ad allora predominanti, ha introdotto significativi mutamenti, una teoria della tecnica profondamente innovativa e soprattutto un modo nuovo di pensare ed intendere sia la psicopatologia sia il processo terapeutico. L'approccio relazionale-sistemico si caratterizza sostanzialmente per la sua visione della persona in quanto inserita nella rete delle relazioni per lei più significative e per l'attenzione ai processi di cambiamento. La terapia sistemica è stata identificata a lungo con la terapia della famiglia. Oggi tale limitazione è venuta a cadere e si può senz'altro dire che l'ottica sistemica, i suoi metodi e le sue tecniche sono applicabili anche alla terapia individuale. Infatti, ultimamente si è prestata particolare attenzione al mondo interno del terapeuta, al mondo interno del cliente e alla relazione fra i due mondi e i vari sistemi di riferimento in cui sono immersi.

Chi è e cosa fa lo psicologo

Spesso si tende a confondere termini come psicologo, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista, ma essi hanno significati ben distinti.
Innanzitutto chi è e cosa bisogna fare per diventare psicologi.
Lo psicologo è una persona laureata in psicologia, che dopo il corso quinquennale di studi, deve svolgere un anno di tirocinio pratico per poter sostenere l'esame di stato che gli permetterà di esercitare la professione di psicologo. Ogni psicologo deve essere iscritto all'albo per poter esercitare la professione.
Ma lo psicologo, in pratica, cosa può fare?
E' un professionista che può fare interventi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno rivolte all'individuo, al gruppo, alla comunità.
Lo psichiatra, invece, è laureato in medicina ed ha ottenuto la specializzazione in psichiatria. Ha competenze diverse dallo psicologo, in quanto essendo un medico può, per esempio, prescrivere farmaci.
Il medico possiede le conoscenze e gli strumenti che gli consentono di conoscere prevalentemente l'uomo-macchina, inteso come un oggetto fisico e di intervenire su di esso.
Lo psicologo possiede, invece, le conoscenze e gli strumenti per analizzare l'uomo-persona che gli consentono di approcciarsi al cliente con un attenzione particolare alla relazione terapeutica.
Lo psicoterapeuta può essere laureato o in psicologia o in medicina e deve aver frequentato una scuola di specializzazione, almeno quadriennale, che preveda una specifica formazione professionale in psicoterapia.
Lo psicoanalista, infine, è un professionista che utilizza come teoria di riferimento la psicoanalisi, disciplina teorizzata da Sigmund Freud.
La psicoterapia è quel processo interpersonale, volto ad influenzare disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza attraverso strumenti psicologici, per lo più verbali, ma non solo, per mezzo di tecniche che differiscono l'una dall'altra per il diverso orientamento teorico a cui fanno riferimento.
Esistono, infatti, molti tipi di psicoterapie che utilizzano strumenti e tecniche molto diverse fra loro perchè fanno riferimento ad orientamenti teorici differenti.
Le più diffuse sono: la terapia psicodinamica, la terapia relazionale-sistemica, la terapia comportamentale e quella cognitiva, le terapie corporeee, la terapia transazionale, la terapia della gestalt, la terapia rogersiana.

" Il cliente consulta lo psicoterapeuta perché possa identificare la sua problematica, il professionista se ne fa carico comprendendola. "

Psicoterapia individuale

La psicoterapia realizza interventi mirati ad attenuare e risolvere il problema responsabile del disagio. Suo scopo è di alleviare le difficoltà del paziente, aiutandolo in un processo autoconoscitivo, che gli permetta di capire e integrare parti di sé (pensieri, fantasie e affetti) che a mano a mano si attivano nella relazione terapeutica.
Ma la psicoterapia è innanzitutto un processo interpersonale.
Due persone, un professionista ed un cliente che si è rivolto a lui, si incontrano, si relazionano in un luogo preciso.
E' un incontro in cui ognuno dei due ha un ruolo ben definito: lo psicoterapeuta mette a disposizione il suo bagaglio professionale (il suo sapere, il suo saper fare ma anche il suo saper essere) e il cliente è portatore di una richiesta. Il cliente consulta lo psicologo perché possa identificare la sua problematica, il professionista se ne fa carico comprendendola.
Affinchè possa stabilirsi la relazione terapeutica e la terapia possa cominciare, è necessario che si crei un rapporto di fiducia reciproco, una sorta di alleanza che viene stretta allo scopo di migliorare il benessere del cliente.
Ma che cosa succede in questo incontro fra queste due persone che possa consentire di operare un cambiamento ?
Attraverso il dialogo, l'ascolto delle emozioni, la conoscenza dei pensieri, l'espressione dei desideri e delle fantasie, partecipando alla ricerca delle parole per esprimere il disagio personale, il terapeuta punta insieme al paziente allo sblocco di situazioni di impasse e al raggiungimento di uno star bene, per migliorare la sua qualità della vita.
Nell'approccio sistemico in terapia individuale l'interesse principale non è rivolto solo alla soluzione dei problemi ma al cambiamento delle premesse del cliente, della sua visione del mondo o meglio al cambiamento della storia in cui egli è immerso.
Il compito allora della terapia sistemica, non solo individuale ma anche di coppia e familiare, è più quello di innescare dei processi trasformativi che di verificare dei cambiamenti comportamentali.
In questo senso si può dire che essa comincia veramente solo quando ha termine.

" La terapia di coppia può rappresentare un valido aiuto per le coppie che attraversano una fase di crisi del loro rapporto. "

Psicoterapia di coppia

Si assiste sempre di più ad una crescita vertiginosa del numero di separazioni e di divorzi che ci fa riflettere sulla crescente fragilità della coppia come istituzione.
La psicoterapia di coppia può allora rappresentare un aiuto per quelle coppie che attraversano una fase di crisi del rapporto e che vogliono intraprendere un proprio processo di crescita.
E' un tipo di intervento, infatti, che coinvolge generalmente tre persone: una coppia di individui uniti da un legame affettivo importante, che vive un periodo di difficoltà che vorrebbe provare a risolvere, ed uno psicoterapeuta esperto in psicoterapia della coppia.
Lo scopo della terapia è quello di cercare modalità di rapporto più soddisfacenti per entrambi i partner per migliorare la qualità della loro relazione.
La sessualità ha spesso un ruolo importante nei problemi di coppia e le insoddisfazioni legate ai rapporti sessuali all'interno del rapporto tendono a ridurre il livello di soddisfazione per la relazione.
Le difficoltà sessuali possono essere legate a problematiche familiari, educative, essere determinate da cattive esperienze e spesso rappresentano la cartina di tornasole di coppie fortemente in crisi.
L'insoddisfazione sessuale, come unica motivazione però raramente porta i componenti della coppia a chiedere un aiuto esterno, sono più la solitudine esistenziale, le insoddisfazioni reciproche, le difficoltà di comunicazione, i conflitti, i rancori perpetrati negli anni, che magari trovano una via di sfogo indiretta sui figli, che spingono le persone a chiedere una consulenza di coppia.
La seduta di coppia prevede da parte dello psicoterapeuta un'attenzione ad entrambi i membri della coppia per non correre il rischio di allearsi con uno dei due e già dal primo incontro è fondamentale la motivazione di entrambi.
Infatti se solo uno dei membri della coppia è motivato e non entrambi, la terapia può non essere efficace o non funzionare.
Capita abbastanza spesso che uno dei due partner sia più motivato, generalmente quello che telefona per fissare un appuntamento, e che cerchi di convincere l'altro a fare almeno il primo incontro. Ma non si può pensare di intraprendere un percorso di questo tipo se entrambi i componenti non sono convinti e disposti a metterci il loro impegno.

Psicoterapia familiare

Per psicoterapia della famiglia intendiamo l'insieme di tutti i modelli di intervento che si pongono come obiettivo la cura (nel duplice senso di "curare" e di "prendersi cura") del sistema familiare.
I terapeuti della famiglia per molti anni si sono occupati del contesto relazionale più significativo per l'individuo, ossia la famiglia, convinti che per cambiare una persona fosse sufficiente cambiare le relazioni familiari.
La terapia della famiglia, infatti, parte dal presupposto che l'individuo non è isolato ma è una persona che agisce e reagisce nei gruppi sociali. L'esperienza umana è dunque sempre determinata dall'interazione con l'ambiente.
Il terapeuta familiare non concepisce la personalità immutata nel tempo, ma come un processo in continua evoluzione che si modifica a seconda dei contesti e delle circostanze.
La terapia familiare coinvolge l'intero nucleo familiare e generalmente due psicoterapeuti che lavorano in coppia.
In genere la persona che sembra portatrice del problema psicologico è una, anche se spesso sono più membri della famiglia.
Secondo Salvador Minuchin, uno degli esponenti più importanti dell'approccio sistemico, sono tre gli assiomi della terapia:
1) la vita psichica di una persona non è solamente un processo interno: come il contesto influenza i processi interiori, così esso viene influenzato dall'individuo stesso;
2) i cambiamenti nella struttura familiare producono cambiamenti nell'individuo;
3) il comportamento del terapista che lavora con una famiglia diventa parte del contesto e quindi il suo comportamento è determinante nell'attuare un cambiamento.
Scopo della terapia- dice Minuchin- è cambiare l'organizzazione della famiglia, in modo tale da cambiare l'esperienza dei suoi membri. Attraverso questo processo non viene trascurato l'individuo e la sua storia, in quanto l'uomo rimane sempre il prodotto del suo passato, ma l'attenzione del terapista è centrata sulla modifica del presente più che sull'esplorazione del passato. Una famiglia può essere soggetta a diverse tensioni che possono derivare da un rapporto teso tra un membro e le forze extrafamiliari (pensiamo al caso di un marito che si sfoga con la moglie perchè ha problemi nel lavoro), oppure da rapporti tesi tra l'intera famiglia e le forze extrafamiliari, nel caso di difficoltà economiche o di problemi di discriminazione.

" Il cinema offre ad un gran numero di persone la possibilità di sognare insieme lo stesso sogno. "

Cinema e Sogno

Perché cinema e sogno?
Perché fin da adolescente ho sviluppato una grande passione per il cinema. E da spettatrice ogni volta che vedo un sogno al cinema mi incuriosisco. Da qui l'idea di approfondire la tematica.
Sono tanti infatti i punti di contatto fra cinema e sogno.
Innanzitutto temporali: era il 1985 infatti quando ci furono le prime proiezioni pubbliche a Parigi e proprio in quegli anni a Vienna cominciava a prendere forma la psicoanalisi ad opera di Sigmund freud.
Semplice coincidenza?
Il cinema è stato sempre definito, fin dalle origini, una "fabbrica dei sogni", una macchina che produce artificialmente sogni.
Tuttora tale espressione è ben radicata nel linguaggio comune: il cinema viene visto come il più grande strumento di evasione, in grado di rappresentare e fare prendere corpo ai desideri degli spettatori, anche i più irrealizzabili.
Come il dormiente, lo spettatore ha bisogno che gli siano "offerte" alcune condizioni: una sala oscura, appunto, priva di rumori, in cui possa lasciarsi andare e sospendere quella vigile attenzione, che gli è normalmente richiesta nella vita reale. La sala oscura equivale infatti ad una "caduta nell'inconscio", con un conseguente distacco dal mondo esterno.
Quando si illumina lo schermo, il film evoca il sogno, in quanto una serie di immagini compaiono e ricompaiono, accavallandosi, proprio come accade nei sogni.
In questo senso il cinema è costitutivamente onirico.
Il cinema offre ad un gran numero di persone la possibilità di sognare insieme lo stesso sogno e mostra i fantasmi dell'irreale.
Inoltre esso è una "macchina di sogni" anche nel senso che ha un'influenza sul pubblico maggiore di qualsiasi arte, in quanto trasporta lo spettatore in un'altra realtà, ideale ma al tempo stesso, reale. Lo spettatore cinematografico prova un' "impressione di realtà" derivante dal fatto che le immagini in movimento sullo schermo prendono corpo, si materializzano.
Cinema e sogno trasportano l'individuo in una situazione diversa da quella reale. Per entrambi è necessaria una sospensione dell'attività vigile (la sala oscura, una certa immobilità dello spettatore che presta attenzione alla visione ricordano la posizione del sognatore).
Sia il sogno sia il cinema rappresentano delle forme di evasione dalla realtà. I film, come i sogni consentono di soddisfare desideri latenti, a seguito di un allentamento della vigilanza sul mondo esterno. Anche i film, come i sogni, si dimenticano facilmente e restano dei sedimenti nella memoria, andando a costituire il nostro background culturale.
Fra cinema e sogno, però, ci sono delle differenze fondamentali. Il sogno, per esempio, è un'evasione che produciamo noi stessi, mentre il film è un'evasione che ci viene offerta da altri.
La posizione dello spettatore è totalmente passiva, perché assiste soltanto, mentre il sognatore ha un ruolo attivo, agisce.

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" Prenotatevi per una chat o per una videoconsulenza. "

Consulenze online

Se desiderate porre un quesito, se volete parlare di un vostro problema potete prenotarvi per una sessione di chat o di video-consulenza scrivendo una mail. Nella richiesta si prega di indicare nome, cognome, età, il motivo per cui si richiede una consulenza, nonchè la modalità di pagamento prescelta.
La dottoressa verificherà la sua disponibilità in base ai giorni e agli orari da voi richiesti.
E' bene precisare cha le consulenze psicologiche via chat sono a carattere introduttivo e che il servizio che qui viene offerto fornisce indicazioni di tipo generale.
Esse pertanto non possono assolutamente sostituire un intervento psicologico di tipo tradizionale, dal momento che tale servizio non prevede, per esempio, la presenza fisica dei due partner.
Per ovviare parzialmente a ciò, è possibile utilizzare il canale della videoconsulenza che permette, attraverso l'utilizzo di una webcam, un contatto di tipo visivo, se pur mediato.

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Dott.ssa Sara Savio
Psicologa-Psicoterapeuta ad indirizzo relazionale sistemico
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